Lancia Beta Montecarlo Turbo - Oltre lo sterrato

Il 1980 e il 1981 furono anni di successo per Lancia, ma sorprendentemente non nei rally. Questa volta, la competizione in cui la casa italiana dominò fu il Campionato del mondo superprototipi, allora chiamato Campionato del mondo marche.
La vettura che riuscì a portare il titolo a casa per ben due anni di fila fu la Lancia Beta Montecarlo Turbo.


Carrozzeria studiata dai tecnici Pininfarina, telaio progettato e realizzato dall'Ing. Dallara, parte motoristica studiata da Gianni Tonti dell'Abarth e da Claudio Maglioli e Nicola Materazzi della Lancia, quest'ultimo padre di una delle migliori Ferrari di sempre, la Ferrari F40. 
Motore con 4 cilindri in linea, cilindrata di 1425,9 cm³, da 480 Cv. 






Nel 1980 le protagoniste del mondiale furono le Beta Montecarlo Turbo e le Porsche 935.  Piloti del team Lancia Corse erano Riccardo PatreseWalter RöhrlEddie Cheever e Michele Alboreto, piloti di una Beta di un team non ufficiale erano invece Carlo Facetti e Martino Finotto. Delle unidici prove, Lancia partecipò a dieci di esse, della divisione dei motori entro i due litri. Numerose furono le vittorie. Tanto per citarne alcune: Facetti e Finotto vinsero la 24 Ore di Daytona e la 24 Ore di Le Mans, Patrese e Röhrl la 6 Ore di Brands Hatch e successivamente anche la 1000 Km di Monza , Röhrl e Alboreto la 6 Ore del Mugello e in seguito pure la 6 Ore di Silverstone, Patrese e Heyer la 1000 km del Nürburgring.
La Lancia alla fine del campionato detenne gli stessi punti del team Porsche, ma grazie al suo maggior numero di vittorie, conquistò il titolo. 



Nell'anno successivo, la Beta si vestì dei fantastici colori della Martini Racing. 
Stavolta prese parte a sette delle quindici prove della divisione.
Anche questo fu un mondiale ricco di successi per Lancia.
Alla 24 Ore di Daytona andarono al successo i nuovi piloti Finotto, Pirro e Facetti. Successivamente, alla 1000 km di Monza vinsero Nataloni e Ricci, alla 1000 km di Silverstone GabbianiPianta e Schön, alla 1000 km del Nürburgring Ghinzani e Heyer, alla 24 Ore di Le Mans Cheever, Alboreto e Facetti
Lancia ottenne così nuovamente il titolo mondiale. 


Tutto ciò dimostra chiaramente che Lancia è un marchio di successo anche all'infuori del mondo del rally, vincente pure in pista, contro un'agguerrita concorrenza che però in certi momenti non è neanche riuscita a dare del filo da torcere al marchio italiano. 





Sempre di più spero nel ritorno di Lancia, nella sua rinascita; ne hanno bisogno gli amanti dell'automobilismo, ne ha bisogno l'automobilismo stesso.  

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